
La Russia continua a bruciare: sono 776 gli incendi finora registrati, di cui 57 in torbiere, scatenati da un’ondata di caldo record. Entro venerdì la colonnina di mercurio raggiungerà i 40-41 gradi a Mosca mentre ancora non si prevede pioggia: un breve miglioramento è previsto solo attorno al 9 agosto.

Queste temperature altissime sono le più calde mai registrate nel Paese e nulla fa pensare che ci siano miglioramenti in vista. Oltre che dall’afa, l’aria è appesantita dalle esalazioni di monossido di carbonio che continuano a inquinare l’aria. Nei boschi e villaggi distrutti dai fuochi cresce il numero dei morti: sono almeno 40, ma il conto delle persone annegate in fiumi e laghi alla ricerca di refrigerio supera già i 200.
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