Diventa, invece, più leggera la stretta fiscale sulle riserve tecniche obbligatorie delle imprese assicurative per il ramo vita, rispetto a quella approvata in commissione Bilancio del Senato con un emendamento del relatore. Nella versione definitiva del maxiemendamento alla manovra, cambia la percentuale massima del rapporto tra ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi che non potrà essere superiore al 98,5%, mentre nel testo circolato ieri si attestava al 97,5 per cento. Altra modifica riguarda il termine per la revisione delle stesse percentuali che potrà essere fatta con decreto del ministro dell'Economia a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, e non più 2014 come recitava la bozza di ieri. Secondo la relazione tecnica del maxiemendamento, la stretta fiscale sulle riserve tecniche obbligatorie delle imprese assicurative per il ramo vita «determina un incremento di gettito quantificabile a regime in circa 264 milioni di euro su base annua». La prima versione della norma, approvata in commissione Bilancio con un emendamento del relatore, limitava al 10% la deducibilità delle riserve tecniche obbligatorie delle assicurazioni relative al ramo vita e la relazione tecnica dell'emendamento quantificava in 234 milioni il gettito annuo della norma. Una differenza di 30 milioni in più, quindi tra la prima e la seconda versione della misura che farebbe pensare ad un inasprimento della "stangata" sulle assicurazioni. In realtà, spiegano fonti tecniche, il passaggio dalla prima alla seconda versione della misura si traduce in un alleggerimento della stretta fiscale, in quanto il gettito di 234 milioni annui previsto dalla prima versione della norma sarebbe stato ampiamente sottostimato.
Confermati, poi, i tagli biennali a carico delle regioni, pari a 4 miliardi per il 2011 e 4,5 miliardi per il 2012. La nuova versione della manovra conferma anche la modidifica apportata in commissione Bilancio con un emendamento del relatore che concede maggiore «flessibilità sulla scelta di allocazione dei tagli per le regioni più virtuose» nel rispetto del patto di stabilità interno. Le riduzioni di spesa «sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza Stato-Regioni entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione» del decreto e recepite, «con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, secondo principi che tengano conto dell'adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno e della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva, nonché dell'adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi».
Nessuna modifica neanche sul fronte tagli a carico delle Province, pari complessivamente a 800 milioni, di cui 300 milioni nel 2011 e 500 nel 2012, e dei Comuni sopra i 5mila abitanti, che si vedranno ridotte le risorse per complessivi 4 miliardi: 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 miliardi per il 2012. Anche questi tagli saranno ripartiti secondo criteri stabiliti in sede di conferenza Stato-città e autonomie locali per premiare gli enti più virtuosi che godranno, come le Regioni, di maggiore flessibilità nella scelta dell'allocazione delle riduzioni di spesa.
Il maxiemendamento del Governo conferma poi il ripristino dell'obbligo per il Gse di riacquistare i certificati verdi per la produzione di energia da fonti rinnovabili in eccesso sul mercato, ma anche il taglio del 30% della spesa sostenuta dal Gestore dei servizi energetici a decorrere dal 2011 per il ritiro dei certificati in scadenza nell'anno, rispetto a quella sostenuta nel 2010. Inoltre, precisa la norma, almeno l'80% della riduzione del 30% dei costi dovrà derivare dal contenimento della quantità dei certificati verdi in eccesso. La misura sarà definita da un decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Economia, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, da emanare entro il 31 dicembre 2010. La norma prevede inoltre che le risorse derivanti dalle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cipe relative alle fonti assimilate alle rinnovabili sono destinate a un fondo del ministero dell'Istruzione per interventi nel settore della ricerca e dell'università.
Arrivano 61,3 milioni in quattro anni per le assunzioni di giovani toghe. «Il ministero della Giustizia - si legge nel testo del maxiemendamento - in aggiunta alle facoltà assunzioni previste dalla normativa vigente per l'anno 2010, è autorizzato ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso già concluso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, entro il limite di spesa di 6,6 milioni di euro per l'anno 2010, di 16 milioni di euro per l'anno 2011, di 19,2 milioni di euro per l'anno 2012 e di 19,5 milioni a decorrere dall'anno 2013».
Disco verde anche a una serie di mini-aumenti delle tasse processuali, che serviranno a coprire i soldi per le nuove assunzioni di magistrati. Sale da 30 a 33 euro il contributo unico per i processi di valore fino a 1.100 euro; da 70 a 77 per quelli tra 1.100 e 5.200 euro di valore; da 170 a 187 euro per quelli tra 5.200 e 26.000 euro; da 340 a 374 per quelli tra 26mila e 52mila euro; da 500 a 550 euro per quelli tra 52mila euro e 260mila euro; da 800 a "fino a 880 euro" per i processi fino a un valore di 520mila euro e da 1.110 a 1.221 per quelli sopra i 520mila euro.
Accelerano invece tempi e procedure per la vendita dei beni sequestrati alle organizzazioni malavitose. Le risorse saranno riversate nel Fondo unico giustizia. Il testo del Governo prevede che il ricavato della vendita dei titoli e dei beni sottoposti a sequestro sia versata al Fondo entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento di sequestro.
Saltano le novità sull'autotrasporto contenute nella bozza circolata ieri. La misura, che è stata cancellata, prevedeva il trasporto su strada con "costi minimi" cui si sarebbero dovuti adeguare i contratti sottoscritti. Si stabiliva, inoltre, che i costi dovessero essere indicati anche in fattura.
Le classi con studenti disabili non potranno avere più di 20 alunni. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il Governo cancella con il maxiemendamento la misura, introdotta in commissione Bilancio al Senato durante l'esame della manovra, che prevedeva una deroga al tetto fissato dalla legge.
È presente, invece, nel maxiemendamento la modifica annunciata dal Governo su un'ulteriore dilazione nel pagamento delle tasse per i cittadini abruzzesi colpiti dal sisma. Intanto, viene confermata la proroga al 20 dicembre 2010 della sospensione del pagamento dei tributi. Misura che riguarderà i lavoratori autonomi e le imprese con volume di affari fino a 200mila euro. Escluse dalla norma, invece, banche e imprese di assicurazione. Poi, a differenza del testo originale (che prevedeva il rientro attraverso il pagamento di 60 rate mensili), ora «la ripresa della riscossione dei tributi e dei contributi, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori», avverrà «mediante il pagamento di 120 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2011».
Tra le altre conferme, spicca la proroga del versamento dei tributi per le multe delle quote latte. La misura, già approvata dalla commissione Bilancio, prevede la sospensione dei versamenti per altri sei mesi, dal 30 giugno al 31 dicembre 2010.
Sul fronte tabacchi, l'accisa per le sigarette aventi un prezzo di vendita al pubblico inferiore a quello delle sigarette della classe di prezzo più richiesta sale dal 100% al 115% di quella gravante su tale classe. Per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette l'imposta di consumo dovuta sui prezzi inferiori alla classe di prezzo più richiesta è fissata nella misura del 109% dell'imposta di consumo applicata su tale classe di prezzo. Il tabacco trinciato a taglio fino per arrotolare le sigarette, entro sei mesi, sarà ammesso esclusivamente in confezioni non inferiori a 10 grammi.
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