L’eruzione del vulcano islandese ha perso gran parte della sua intensita’, lo spazio aereo europeo e’ stato pressoche’ riaperto, gli aeroporti hanno ripreso la loro operativita’, ma l’emergenza ha lasciato ancora una coda di disagi come dimostrano le tante cancellazioni dei voli nei principali scali europei, Italia compresa. Il ritorno progressivo alla normalita’ ha condotto ad un primo bilancio dei danni: solo le compagnie aeree, stando alle stime della Iata, avrebbero perso quasi due miliardi di dollari. Motivo in piu’ per l’Associazione internazionale del trasporto aereo di dire no, di fronte ad un ’’atto di Dio’’ come l’eruzione vulcanica, al rimborso di pasti, hotel e telefonate dei passeggeri.
SITUAZIONE VOLI. Secondo Eurocontrol, oggi i voli sono stati 22.500 sui 28.000 di un normale mercoledi’, pari all’80% del traffico aereo. Domani, stando alle previsioni dell’organismo europeo per il controllo aereo, e’ previsto il ritorno al 100%. La restrizione dei voli e’ ormai limitata solo ad una piccola zona che comprende gli aeroporti finlandesi e del nord della Scozia. Verso la normalita’ anche per la rotta transatlantica, con l’arrivo oggi di 338 voli. Si tratta comunque di un ritorno alla routine ancora molto sulla carta che lascera’ inevitabilmente qualche strascico con ritardi e cancellazioni, come gia’ avvenuto oggi.
RICHIAMO UE SU DIRITTI PASSEGGERI. La Commissione europea, mentre cerca di dare un colpo di acceleratore nella normativa sul ’’cielo unico europeo’’ per rafforzare il coordinamento in Ue di fronte a una nuova emergenza, ha lanciato un monito alle compagnie aeree per il rispetto dei diritti dei passeggeri, molti dei quali costretti a rientrare nei loro paesi di origine con mezzi di fortuna e a caro prezzo. Le eventuali compensazioni accordate alle compagnie aeree saranno ancorate al rispetto degli obblighi nei confronti dei passeggeri, ha detto la portavoce del commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas. I passeggeri hanno diritto al rimborso del biglietto, ma non ad un risarcimento. In questo caso non possono pero’ chiedere ne’ alloggio ne’ ristoro che, invece, e’ dovuto loro nel caso in cui restino in attesa di un volo o mezzo alternativo per arrivare a destinazione.
SI CALCOLANO DANNI E COMPAGNIE ATTACCANO. L’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) stima che la crisi seguita all’eruzione del vulcano sia costata alle compagnie piu’ di 1,7 miliardi di dollari (1,26 miliardi di euro) di mancati introiti. A questi si aggiungono i danni economici anche per altri settori, fino al turismo per il quale il commissario Ue competente, Antonio Tajani, ha chiesto una valutazione dei danni ai propri servizi. L’eruzione del vulcano, ha affermato il direttore di Iata Giovanni Bisignani, e’ ’’un atto di Dio, fuori dal controllo delle compagnie aeree ed anche le compagnie di assicurazione la vedono in questo modo’’. Con l’attuale regolamento, ha proseguito, sulle compagnie aeree pesa l’onere completo del pagamento di hotel, pasti e telefono, ’’ma non e’ previsto che debba essere applicato a queste situazioni’’. ’’E’ urgente che la Commissione europea trovi un modo per alleviare questo onere eccessivo’’. Domani mattina ne parlera’ con i commissari Ue ai Trasporti Siim Kallas e al clima Connie Hedegaard
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