domenica 14 marzo 2010

EMILIA ROMAGNA: Preoccupazione per rapido disgelo

La preoccupazione viene dal disgelo...
Dopo un inverno con abbondanti nevicate, le preoccupazioni possono derivare dalle inondazioni durante la fase finale dell'inverno e l'inizio della primavera. Le inondazioni infatti derivano quando il manto nevoso piuttosto esteso che ricopre il suolo viene “attaccato” ad esempio dalle piogge o da un rapido aumento termico. Il deflusso superficiale sia dalla pioggia che della neve sciolta cercherà di infiltrarsi nel terreno. Ora se il terreno si presenta ancora ghiacciato, questo non sarà capace di assorbire la mole d'acqua. Il rapido deflusso a valle può causare di conseguenza un aumento dei fiumi e dei torrenti con ovvie conseguenze. Se il disgelo avviene in maniera graduale, questa minaccia ovviamente tenderà a diminuire. Questa preoccupazione ha infatti fatto scattare lo stato di preallarme da parte del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che ha attivato 40 tecnici per controllare il territorio. Un serbatoio d’acqua da 50 milioni di metri cubi grava sulla pianura emiliana, con fiumi e torrenti a rischio di piena, se ci fosse un rialzo termico troppo brusco e quindi un disgelo troppo veloce dopo le grandi nevicate degli ultimi due giorni. Ricordiamo che sull’Appenino gli accumuli hanno raggiunto anche il metro. La combinazione di più fattori che preoccupa il Consorzio e’ proprio l'abbondante neve caduta e il rialzo termico previsto per le prossime ore. Il direttore Vito Fiordaligi sostiene infatti che i terreni, per le precipitazioni invernali, erano gia’ saturi d’acqua di per se, così che l’arrivo del clima piu’ mite potrebbe mettere a rischio l’intero sistema di scolo in pianura, anche se si trattera’ inizialmente di pochi gradi in piu'. La situazione per un comprensorio che spazia tra 65 comuni e le province di Modena, Reggio Emilia e Parma, viene costantemente monitorata da una sala operativa, da una quarantina di persone. In caso di necessità verranno attivate le pompe negli impianti idrovori.

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